Abu Simbel: i templi scolpiti nella roccia da Ramses II
Adagiati sulle rive del maestoso Lago Nasser, i templi di Abu Simbel rappresentano una delle meraviglie più affascinanti dell’Egitto. Queste straordinarie strutture scolpite nella roccia raccontano storie di antichi faraoni, celebrazioni solenni e ingegneria senza tempo. Scoprire Abu Simbel significa immergersi nella grandiosità della civiltà egizia, tra colossi monumentali e misteri millenari che ancora oggi attirano viaggiatori da tutto il mondo.
Dove si trova Abu Simbel?
Il tempio di Abu Simbel si trova nel sud dell’Egitto, vicino al confine con il Sudan, sulla sponda occidentale del Lago Nasser, a circa 280 chilometri da Assuan. Il sito si raggiunge in auto o in bus, con partenze molto presto al mattino da Assuan, oppure in aereo, con un volo di meno di un’ora. Il paesaggio è quello della Nubia: sabbia dorata, acque blu del lago e un silenzio che accompagna l’arrivo davanti alle grandi facciate scolpite nella roccia.
Cosa c’è ad Abu Simbel?
Il complesso comprende due templi scavati nella roccia. Il Grande Tempio è dedicato a Ramses II e agli dei Amon-Ra, Ra-Horakhty e Ptah: la facciata è dominata da quattro colossi seduti alti circa 20 metri, che raffigurano il faraone. Poco distante, il Tempio di Nefertari, dedicato alla regina e alla dea Hathor, è decorato da statue alte circa 10 metri di Ramses e della sua sposa. All’interno, sale e pareti sono ricoperte di rilievi che raccontano battaglie, offerte agli dei e scene della vita regale.
Quale faraone fece costruire Abu Simbel?
A far costruire Abu Simbel fu il faraone Ramses II, della XIX dinastia, nel XIII secolo a.C., durante un regno lungo più di sessant’anni. I templi sorgevano al confine meridionale con la Nubia e avevano un doppio scopo: celebrare il potere del sovrano e impressionare i popoli vicini. Il tempio più piccolo fu invece dedicato alla moglie prediletta, Nefertari, un omaggio raro per un faraone.
Perché hanno spostato i templi di Abu Simbel?
Negli anni Sessanta la costruzione della diga di Assuan creò il Lago Nasser e rischiò di sommergere i templi. La campagna UNESCO per il salvataggio dei templi coinvolse la comunità internazionale: tra il 1964 e il 1968 i monumenti furono tagliati in grandi blocchi e ricostruiti circa 65 metri più in alto, mantenendo l’orientamento originale. Oggi Abu Simbel fa parte del sito UNESCO dei Monumenti della Nubia, da Abu Simbel a File.
Il fenomeno del sole: 22 febbraio e 22 ottobre
Due volte l’anno, il 22 febbraio e il 22 ottobre, i primi raggi del sole attraversano il corridoio del Grande Tempio e illuminano per circa 20 minuti le statue nel santuario: Ramses II, Amon-Ra e Ra-Horakhty, mentre Ptah, dio delle tenebre, resta nell’ombra. Secondo la tradizione, le date ricordano la nascita e l’incoronazione del faraone. La festa del sole di Abu Simbel richiama centinaia di visitatori: in quei giorni conviene arrivare molto presto e organizzarsi con largo anticipo.
Come arrivare e quanto tempo serve per la visita
Da Assuan si arriva in circa tre ore di strada, con partenze all’alba, oppure in volo in meno di un’ora. Molte escursioni giornaliere partono da Assuan o sono incluse in una crociera sul Nilo. Dalle località del Mar Rosso la distanza è notevole, tra i 650 e i 750 chilometri: chi parte da lì farà meglio a prevedere un volo interno e almeno una notte ad Assuan. La visita richiede da due a tre ore, di più se ci si ferma fino al tramonto per lo spettacolo serale di suoni e luci. Se stai organizzando un viaggio più ampio in Egitto, puoi abbinare Abu Simbel a Luxor e la Valle dei Re, prevedendo tappe e pernottamenti dedicati.
Orari, biglietti e periodo migliore
Il sito apre all’alba e chiude nel pomeriggio, con orari che cambiano in base alla stagione. Il biglietto si acquista in loco o con un tour; le tariffe per gli stranieri sono diverse da quelle per i residenti e possono variare, quindi vanno verificate al momento della prenotazione. Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, quando le temperature sono più miti: in estate il caldo diventa intenso, e arrivare all’apertura aiuta a evitare sia le ore più calde sia i gruppi più numerosi.
Dopo un viaggio così intenso nella storia dell’antico Egitto, niente di meglio che concedersi qualche giorno di relax in un resort a Sharm el Sheikh sul Mar Rosso, tra sole, mare e barriera corallina. Abu Simbel resta una di quelle tappe che lasciano il segno.